sabato 13 settembre 2008

FERITE


La grande sfera di fuoco rapidamente spegne i suoi bagliori, tuffandosi nell’immensa distesa d’acqua.
E mentre il cielo si confonde con il lago, in un dilagare di tinte rosse purpuree, alle spalle si possono udire le voci chiassose dei bambini, seduti ai tavoli per consumare il pasto serale.
La terra conserva in sé ancora il calore del sole africano, che per l’intera giornata l’ ha avvolta, come in un abbraccio di fuoco.
La sera si trasforma in notte, in maniera quasi impercettibile ma allo stesso tempo inarrestabile.
Notte buia, dal cielo nero, priva di luci umane; ma lassù, se solo si alza lo sguardo, si scorgono migliaia di stelle e pianeti, come diamanti gettati a manciate nel cielo.
In questo buio, senza rumori umani, nel silenzio, interrotto a tratti dal verso di uccelli notturni e animali, loro, i bambini, adesso stanno dormendo.
Bambini.
Neri proprio come questa notte.
Feriti, caduti nell’ombra.
In questa parte dell’Africa, sulle rive del lago Vittoria, spesso, troppo spesso, la morte arriva con un nome ben preciso: AIDS.
Vite, a migliaia, spezzate, cancellate, da una morte invisibile, diffusa attraverso quella linfa la cui funzione dovrebbe essere quella di far circolare la vita, ma che in questo luogo porta dentro di sé l’annientamento.
Essi hanno perso i genitori in tenerissima età e, prima di giungere al centro, molti di loro hanno lottato tra la vita e la morte in un letto d'ospedale, sono stati trasferiti da un parente all'altro, da una capanna all'altra, da una strada polverosa all'altra.
Spesso sono stati trascurati, non hanno ricevuto cure, cibo, attenzioni, medicine, amore.
Hanno sofferto nel corpo e nell’anima; il loro corpo e la loro vita sono stati feriti in modo profondo ed irreversibile.
Eppure..dentro di loro quella luce, che si chiama speranza, non si è ancora spenta..essa illumina i loro sguardi verso il futuro...

1 commento:

ROBERTO ha detto...

Bom dia!
Simplesmente lindo demais esse por do sol.
Boa viagem!
Abraço