Viaggio, voli , tutto è andato per il meglio… solo un po’ di stanchezza residua: dormire in aereo in economy class non è mai confortevole…ma, almeno, nessuna turbolenza… abbiamo volato in un cielo sereno e stellato… Ma, del resto, come si può pretendere il confort, dopo aver visto in quali condizioni vivono migliaia di persone in Kenya…la coscienza si ribella…
E rieccoci qui, già sulla scrivania, in mezzo ai libri, per prepararsi al prossimo esame.
Ma…nella mente, negli occhi, ci sono ancora le strade polverose di Karungu e quelle caotiche di Nairobi, ci sono ancora le fiumane di persone che camminano, nel giorno e nella notte, dei giovani e dei bambini che tentano di venderti qualcosa, mentre sei fermo in coda, intrappolato nel traffico della capitale, ci sono le mandrie di mucche, che bloccano il tuo incedere sulla strada, le pecore, le capre….le donne che portano pesi sulla testa, vecchi che camminano a fatica, appoggiandosi a bastoni di legno, i bambini polverosi sulle strade, gli impiegati, in abiti doppiopetto con camicia e cravatta in tinta, nelle vie del centro di Nairobi… gli autobus, stracolmi di gente ad ogni ora del giorno e della notte, i matatu, piccoli van sovraccarichi, che scorrazzano per le strade a velocità incredibili…
Ci sono ancora gli odori di cibo, quelli delle persone, quello dei fiori, persino il profumo della mia crema per il corpo, che mi ricorda, dopo ogni doccia, le sere passate a Karungu….
E poi i bimbi e i ragazzi ormai più grandi del Dala Kiye, i giochi, gli scherzi, i discorsi importanti fatti con loro, i compiti di scuola fatti insieme, momenti d'allegria, la festa di commiato...l'amore profondo che porto per loro...
E’ ancora tutto qui, dentro di me, mentre io sono qui, a circa 6 mila chilometri di distanza…
E, soprattutto, la voglia, o forse il bisogno, la necessità di tornarci.
Più di altro, è proprio la voglia di andare e stare e fare, per un tempo molto più lungo.
Sempre di più capisco che il mio luogo d’elezione è l’Africa, nonostante tutte le sue contraddizioni, il suo dolore, le sue assurdità
E rieccoci qui, già sulla scrivania, in mezzo ai libri, per prepararsi al prossimo esame.
Ma…nella mente, negli occhi, ci sono ancora le strade polverose di Karungu e quelle caotiche di Nairobi, ci sono ancora le fiumane di persone che camminano, nel giorno e nella notte, dei giovani e dei bambini che tentano di venderti qualcosa, mentre sei fermo in coda, intrappolato nel traffico della capitale, ci sono le mandrie di mucche, che bloccano il tuo incedere sulla strada, le pecore, le capre….le donne che portano pesi sulla testa, vecchi che camminano a fatica, appoggiandosi a bastoni di legno, i bambini polverosi sulle strade, gli impiegati, in abiti doppiopetto con camicia e cravatta in tinta, nelle vie del centro di Nairobi… gli autobus, stracolmi di gente ad ogni ora del giorno e della notte, i matatu, piccoli van sovraccarichi, che scorrazzano per le strade a velocità incredibili…
Ci sono ancora gli odori di cibo, quelli delle persone, quello dei fiori, persino il profumo della mia crema per il corpo, che mi ricorda, dopo ogni doccia, le sere passate a Karungu….
E poi i bimbi e i ragazzi ormai più grandi del Dala Kiye, i giochi, gli scherzi, i discorsi importanti fatti con loro, i compiti di scuola fatti insieme, momenti d'allegria, la festa di commiato...l'amore profondo che porto per loro...
E’ ancora tutto qui, dentro di me, mentre io sono qui, a circa 6 mila chilometri di distanza…
E, soprattutto, la voglia, o forse il bisogno, la necessità di tornarci.
Più di altro, è proprio la voglia di andare e stare e fare, per un tempo molto più lungo.
Sempre di più capisco che il mio luogo d’elezione è l’Africa, nonostante tutte le sue contraddizioni, il suo dolore, le sue assurdità
Nessun commento:
Posta un commento